IL MUSEO DI RWA

Benvenuti all’interno del museo virtuale di RWA: in questa mostra potrete trovare esposti 3 importanti artisti del panorama artistico mondiale.

Vincent Van Gogh con la sua “Notte Stellata”, Magritte con ” Ceci n’est past une pipe” ed infine Klimt con il famosissimo “Bacio”.

Potrete abbinare queste 3 opere a 2 accessori comunemente utilizzati per i dipinti su tela: una tavolozza con il suo pennello e un tubetto di colore.

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    BICOLOR – CIONDOLI “LOVING Vincent Van Gogh” PER ORECCHINI E COLLANE.

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Un paesaggio di campagna nella notte. Le finestre sono illuminate dalle luci domestiche mentre la falce di luna illumina un cielo nel quale si agitano turbini inquietanti. Sotto ad un cielo costellato di stelle, con una falce di luna in alto a destra, Vincent van Gogh dipinge un paesaggio di campagna. Al centro, in basso, si trova una chiesetta con un alto campanile. Intorno ad essa vi sono delle semplici case di campagna con le finestre illuminate. Un grande cipresso interrompe il paesaggio a sinistra sotto la Notte stellata. Oltre il villaggio, a destra, si nota, invece, un fitto bosco che sembra abbattersi sul villaggio come un maremoto. Infine, all’orizzonte colline e montagne lontane, sembrano onde gigantesche in corsa verso le case.

Credits: articolo preso da:  analisidellopera.it

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    BICOLOR – CIONDOLI “LOVING Magritte” PER ORECCHINI E COLLANE.

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L’opera, realizzata quando l’artista aveva trent’anni, raffigura inequivocabilmente l’immagine di una pipa dipinta su uno sfondo monocromo, seguita da una sconcertante didascalia in un corsivo manierato ed elegante che afferma: «Ceci n’est pas une pipe», in italiano: «Questa non è una pipa».

L’intento di Magritte è quello di sottolineare la differenza tra l’oggetto reale e la sua rappresentazione, rinnegando la pittura classica, secondo cui vi era un legame indissolubile tra l’immagine e la realtà. Infatti, La Trahison des images non è di fatto quell’oggetto reale che chiamiamo «pipa», bensì una sua raffigurazione pittorica; l’equivoco è dovuto alla convenzione che lega a ogni oggetto un nome (secondo Magritte tutto il quadro, immagine e didascalia, non sono nell’ordine delle cose, bensì della rappresentazione). In effetti, malgrado alla domanda «che cos’è?» si risponda «una pipa», l’oggetto reale e la sua raffigurazione hanno proprietà e funzioni spiccatamente differenti. Questa dicotomia è stata sottolineata dallo stesso Magritte, che ha avuto modo di affermare:[2]

«Chi oserebbe pretendere che l’immagine di una pipa è una pipa? Chi potrebbe fumare la pipa del mio quadro? Nessuno. Quindi, non è una pipa»

Il concetto porta con sé una riflessione molto profonda sulle semplificazioni operate dalla comunicazione umana, con i suoi codici verbali e non verbali, che si adeguano alla realtà così da adempiere alle sue necessità pratiche ed operative. In effetti, Magritte era molto interessato nel dimostrare in chiave pittorica la fallacia e gli equivoci del linguaggio, abitualmente utilizzato — nonostante la sua intrinseca insufficienza rappresentativa — per descrivere la realtà. È così che, in una maniera lampante, quasi banale, viene svelata la vera natura dell’opera, ovvero il fatto che l’oggetto ivi raffigurato, per quanto realistico, per tangibilità e consistenza non è affatto una pipa. «Ma non vedo niente di paradossale in quest’immagine, giacché l’immagine di una pipa non è una pipa, c’è una differenza», affermò nuovamente lo stesso Magritte

Credits: articolo preso da:  Wikipedia.org

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    BICOLOR – CIONDOLI “LOVING Gustav Klimt” PER ORECCHINI E COLLANE.

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Un uomo e una donna si abbracciano al centro di uno spazio astratto. L’uomo avvolge il viso della donna con le sue mani teneramente e si china sul volto di lei dall’alto. La giovane ha il viso reclinato di lato e poggiato sulla sua spalla sinistra. Il suo braccio destro è sollevato e la mano poggia sul collo dell’uomo. Il braccio sinistro della donna invece è flesso contro la sua spalla. La mano è stringe quella dell’uomo. Il volto della donna è chiaro e arrossato leggermente sulle gote. Gli occhi sono chiusi e la sua espressione è serena ed estatica. Tra i capelli vi sono alcuni fiori che decorano la capigliatura.

L’uomo invece ha una ghirlanda di foglie d’edera avvolta tra i capelli. I due personaggi indossano poi ampie vesti decorate con motivi astratti e molto colorati. La donna è avvolta in una veste attillata che lascia scoperte le spalle e le gambe dal polpaccio fino ai piedi. L’uomo invece è avvolto in una tunica dorata decorata con motivi rettangolari neri bianchi e grigi. I due sono inginocchiati su di un prato punteggiato di fiori gialli e viola. Un’aura dorata avvolge i due amanti e scende in basso creando rivoli sul prato. Lo sfondo infine è monocromatico e bidimensionale.

Credits: articolo preso da: analisidellopera.it

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